sabato 9 febbraio 2008

Non farti "targhettizzare"



Ciao a tutti!

In questo post (che credo piacerà molto a Josè) vorrei introdurvi in un campo piuttosto oscuro della Medicina pubblica: il target farmaceutico.

Come tutti sanno (tranne veramente i più “puri di cuore”) la Medicina pubblica segue spesso, nelle sue applicazioni terapeutiche e preventiva, delle “linee guida”.

Tali linee guida sono dei parametri ai quali i medici sono tenuti ad uniformarsi nella propria pratica quotidiana; uscire dalle linee guida è potestà di ogni medico, ma in caso di contestazione (giudiziaria, soprattutto) il non essersi “uniformato” può causare a quel medico guai seri.



Le linee guida sono di solito espresse anche pubblicamente, affinchè ognuno possa conoscerle ed “uniformarsi”.

Chi decide le linee guida? Organismi delegati dalle Istituzioni per decidere in tale senso.

Ma qui viene il bello (anzi, il brutto): nella decisione delle linee guida intervengono anche le industrie produttrici di farmaci (lo sanno tutti… non credo che qualcuno mi denuncerà per questa affermazione).

Così, le linee guida possono diventare un veicolo di marketing per creare dei “target” di popolazione che devono rientrare in un determinato “range terapeutico”.

Mi spiego meglio con alcuni esempi pratici:

- la menopausa;
- il colesterolo sopra i 200 (o 190…);
- il calendario vaccinale “consigliato”;
- le allergie, la febbre, la gola o le orecchie “arrossate”, ecc… ecc…

sono tutte categorie di “malattie” che devono rientrare in determinate linee guida, che fanno capo alla somministrazione di determinati farmaci.

Stranamente, nell’ambito dei protocolli terapeutici strettamente legati alle linee guida, convergono spesso i tre target preferiti dal marketing farmaceutico: i bambini, gli anziani ed i malati di patologie croniche.

Se questo ti indigna perché ti senti un po’ preso in giro fai bene, ma puoi fare di meglio. Non prenderla con le case farmaceutiche: loro fanno il loro lavoro (produrre e vendere farmaci) e seguono il loro scopo (guadagnare tanto).

Fai di meglio… chiedi al tuo medico tutte le spiegazioni che ti sono dovute. Instaura con lui un rapporto di fiducia (la TUA fiducia). Ricordagli che, in un modo o nell’altro, sei tu che lo paghi. E se non sei soddisfatto, chiedi ad un altro e se serve ad un altro ancora.

Così se prenderai gli ormoni per la menopausa, o la pastiglia per il colesterolo, o se darai a tuo figlio/a un noto antipiretico se la febbre supera i 37,5 sarai veramente sicuro di star facendo la cosa giusta.

Non farti targhettizzare…
[Non farti "targhettizzare" - Articolo di Gianguglielmo Bergamaschi]

2 commenti:

  1. Grande Gianguglielmo!

    questo post è fantastico nell'ottica che persegue questo Blog di apertura mentale contro i programmi pre-installati dalla società!

    Complimenti, articolo condiviso e apprezzatissimo!

    Josè

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  2. Complimenti Gianguglielmo!

    davvero un post interessante e soprattutto utile!

    E' incredibile quanto a volte delle "semplici" informazioni possano fare la differenza.

    Mi piace quando "non accusi" le case farmaceutiche... ma la mancanza d'informazioni preziose.

    RispondiElimina

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