lunedì 23 giugno 2008

AIFA... e sai cosa prendi (dopo 10 anni, se tutto va bene...).



Ciao a tutti!

Chiedo scusa per il lungo silenzio (ed è possibile che debba chiedere scusa a qualcuno anche per il mio "ritorno", non si sa mai... ;-P ma, come si suol dire, sono stato molto impegnato.

Ritorno per citare una notizia passata, a mio avviso, molto "protetta" dal clamore che avrebbe invece dovuto suscitare.

Cito da "La Stampa" del 22/06/08 (titolo: DECAPITATA L'AGENZIA DEL FARMACO).



Estratto:
"All'Agenzia Italiana per il farmaco funzionava così: le case farmaceutiche presentavano domande per cambiare le etichette. Una prassi che poteva costar loro fior di quattrini. Ma dall'altra parte il funzionario dell'Aifa era disposto a chiudere un occhio.

E' successo, per esempio, per uno spray nasale per l'enuresi primaria dei bambini (l'abitudine di fare la pipì a letto). Ma in Francia un bambino a cui era stato somministrato il medicinale era già morto. L'agenzia transalpina aveva dunque l'obbligo a correggere l'etichetta.

In Italia, no.
E' questa una delle motivazioni più importanti che hanno convinto il gip Sandra Recchione ad accogliere la richiesta della Procura di sospendere per due mesi dai pubblici uffici i vertici dell'Aifa: il direttore generale Nello Martini e il suo numero due, Caterina Gualano, dirigente dell'ufficio autorizzazioni all'immissione in commercio dei farmaci.
I due sono indagati per "disastro colposo".
...
I due dirigenti sono coinvolti assieme a un'altra trentina di persone, tra pubblici funzionari e rappresentanti di case farmaceutiche, in una serie di irregolarità riscontrate dai carabinieri dei NAS di Torino, coordinati dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello...

Durante una perquisizione all'Aifa, si è scoperto che all'inizio di maggio le richieste di modifica di etichette e "bugiardini" presentate erano ben 1381 (NOTA PERSONALE: la maggior parte delle quali per segnalare gravi effetti collaterali riscontrati in seguito alla somministrazione di tali farmaci).

In teoria la legge prevede che l'autorizzazione arrivi tra i 60 e i 90 giorni, ma in realtà alcune dormivano nei cassetti da 7 anni (NOTA PERSONALE: !!!!!!!!!!!).
Una disfunzione organizzativa ancora in atto e quindi potenzialmente idonea a riprodursi anche in futuro."

Concludo qui. Questa notizia sarà presto dimenticata (se mai qualcuno l'avesse notata), ed i due dirigenti in questione presto ricopriranno un'importante e super-remunerata carica statale o privata (e cioè per qualche multinazionale del farmaco).

Questo fa parte del cosa intendo quando dico che ognuno deve essere responsabile della propria salute. Essere "libero" significa anche essere "informato", e cioè INFORMARSI.

Tra quei 1381 farmaci, ci saranno anche per caso alcuni tra quelli che diamo ai nostri bambini?

A voi il commento...

Ciao Giangu

1 commento:

  1. wow!
    che sorpresa questo post, Giangu!

    e che notizia!
    Ne avevo sentito parlare nei giorni scorsi, ma hai riportato dei dettagli che non conoscevo...

    Hai dato ulteriore conferma al principio di cui già parlammo e per cui fummo attaccati da un anonimo, per cui a guidare l'industria farmaceutica ci sono interessi che passano al di sopra dell'essere umano.

    Per fortuna ho smesso di assumere farmaci da quasi 10anni...

    1abbraccio e complimenti per il post!
    Josè

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